LETTERA APERTA AI CITTADINI DI CASALMAGGIORE

Come cittadini della nostra comunità ed esponenti del Circolo PD di Casalmaggiore ci sentiamo colpiti dalle ultime iniziative della Giunta Bongiovanni che riteniamo inefficaci e mortificanti.

Questione Mensa. Vorremmo evidenziare che la scarsa sensibilità degli Amministratori su un problema così delicato ha già prodotto un grave danno sostanziale, ovvero l’esclusione di alcuni bambini dalla mensa, nonché un deterioramento di immagine a tutta la Comunità (si vedano gli articoli apparsi sulla stampa nazionale, Il Fatto Quotidiano del 24/10/2014 e Il Corriere della Sera del 06/11/2014). Le dirigenti scolastiche hanno giustamente dichiarato alla stampa la loro contrariètà con toni netti e preoccupati “i cittadini di domani sono i capri espiatori di oggi”. Ora il sindaco tenta di salvare la faccia concedendosi in incontri con le famiglie, con i Sindacati, ecc., ma l’offesa a questi bambini (che in quanto tali sono incolpevoli indipendentemente dai comportamenti delle famiglie), l’offesa alla cittadinanza e ai suoi valori migliori, l’offesa all’istituzione scolastica e al suo impegno a favore dell’integrazione, rimangono e costituiscono a nostro avviso un pericoloso auto-goal. Sappiamo che già 117 bambini godono del servizio in esenzione e 132 a tariffa ridotta: si doveva, come già nel recente passato ha fatto la Giunta Silla, gestire ogni singolo caso di protratta morosità con la dovuta attenzione e la relativa lungimiranza.

Questione tagli alla scuola. I tagli ai finanziamenti destinati alla scuola pubblica e obbligatoria da parte del Comune ci paiono un obbrobrio. Il fatto che alle famiglie sia richiesto ormai da tempo un contributo in denaro, uno per ciascun figlio ogni anno, testimonia che l’istituzione scolastica è in condizioni economiche insufficienti. Il ruolo insostituibile della scuola pubblica nella formazione della società futura e per la contingente tenuta sociale è indiscutibile e ci sembra un dovere di ogni amministrazione sostenerla in modo assolutamente prioritario. L’amministrazione Bongiovanni ha ripetutamente rivendicato per sé una politica a favore della famiglia e della famiglia con figli in particolare. Forse non sarà più possibile rimediare alla evidente incongruenza, poiché nel frattempo ha dirottato i fondi altrove attuando scelte di politica clientelare con contribuzioni “neanche richieste” di denaro pubblico.

Questione anti-accattonaggio e anti-abusivismo. A più riprese, con diverse iniziative (l’ultima delle quali il presunto contrasto alla contraffazione in occasione della fiera di San Carlo) l’obbiettivo vero era catturare l’attenzione, offrendo lo spettacolo del mendicante cacciato, “normalizzato”, dell’abusivo perseguito e finito nelle mire delle forze di polizia come un pericoloso criminale. Lo scopo era sbandierare sui media queste misure a puro scopo propagandistico, era cioè l’annuncio come tale indipendentemente dalle strategie impiegate e dagli esiti scontati. Impensabile era spacciare tali provvedimenti per una politica a favore del rilancio del commercio di Casalmaggiore e del suo centro storico. Quest’ultima sì rappresenta invece una sfida, per quanto anch’essa complessa, con cui gli amministratori dovrebbero provare a misurarsi. Sui temi dell’accattonaggio e dell’abusivismo non ci riteniamo buonisti, piuttosto poniamo con intransigenza una richiesta minima, ossia pretendiamo per ciascuno sempre il massimo rispetto della dignità umana. Alla Politica chiediamo con uguale intransigenza il rispetto dovuto alle condizioni di povertà e di disagio.

Questione crocifisso. Il principale simbolo della cristianità, il Crocifisso, in sala consigliare c’è sempre stato, c’è tutt’ora e nessuno intende rimuoverlo. Sull’eventuale decisione di sostituirlo con il prezioso oggetto di fede e di culto donato alla Comunità il nostro parere è che si ringrazi ufficialmente il concittadino offerente per il gradito gesto e si collochi il crocifisso in questione nel luogo più adatto (Chiesa o Museo…), sicuramente non nella Sala Consiliare, che è luogo LAICO per eccellenza. La libera professione di fede religiosa al pari della laicità dello Stato e delle sue istituzioni sono valori irrinunciabili, anche per la stessa Chiesa, da custodire gelosamente per consentire la pacifica e rispettosa convivenza tra tutti i cittadini. Il bel Crocefisso, e i cattolici accanto a Lui, rischia davvero di perpetuare ancora una volta l’immagine di una comunità cristiana solo impegnata a difendersi, senza occuparsi in modo reale di chi è nel bisogno e senza neppure parlare con chi è in qualche modo diverso da noi.

Società inclusiva o esclusiva? A questo punto poniamo una domanda, segno del nostro sincero sconcerto: che senso ha parlare di “amministratori cattolici che hanno il dovere morale di agire a favore dell’uomo per costruire una Comunità migliore”, quando si progetta di trasformare la nostra comunità all’insegna dell’esclusione? Di intaccarne la coesione sociale dando per primi, attraverso i provvedimenti amministrativi, esempi di atteggiamenti discriminatori? Quando si evita di proposito di praticare la carità, di accollarsi anche solo in minima parte il bisogno di chi sta peggio? I cattolici hanno il dovere morale di accogliere e stare con tutti, mostrando profondo rispetto anche per chi non condivide la loro Fede. E questo è il modo di affermare con forza la propria identità.

All’interno del Partito Democratico di Casalmaggiore molti sono cristiani e cattolici, altri laici. I nostri valori sono ben radicati nella nostra Carta Costituzionale e rafforzati dalla cornice dell’Unione Europea. Le nostra fondamenta sono la democrazia intesa come partecipazione, solidarietà, inclusione; la centralità e l’universalità dei diritti umani, primo tra tutti il lavoro; una visione della politica che si caratterizza per il rigore morale, le capacità operative, l’assunzione di responsabilità, il perseguimento del bene comune, la tutela dell’ambiente, altro bene comune che ci è dato solo in prestito. Ci preme riaffermare nella società e fra gli Stati il valore inestimabile della Pace e ci facciamo promotori di questo primario diritto di tutte le Nazioni: la pace nella giustizia. Crediamo nella assoluta compatibilità tra i valori cristiani e i valori civili espressi nella Costituzione Italiana.

Ci piacerebbe che quante più persone possibili, ciascuna con la sua specificità, in spirito di servizio e di dialogo partecipassero attivamente a questo difficile e appassionante compito che è la buona politica. Invitiamo con questa lettera i cittadini scontenti a farsi sentire e gli attuali Amministratori a valutare con lungimiranza tutte le prossime iniziative sociali, perché l’unità e la coesione del tessuto sociale sono dei beni primari da preservare e difendere. Da parte nostra, vigileremo con attenzione e faremo proposte con spirito costruttivo.

IL CIRCOLO PD DI CASALMAGGIORE

Secondo bando? Seconda sonora bocciatura…

Lega-Nord-Mario-Borghezio-condivide-opinione-Breivik«Il progetto di restyling della biblioteca comunale presentato sul bando della Regione per la valorizzazione del patrimonio culturale in vista di Expo 2015 non ha raggiunto nemmeno la soglia minima di 60 punti per essere ammesso. In precedenza la nuova giunta aveva perso il finanziamento sul bando sicurezza, mentre a un’amministrazione di centrosinistra come quella di Piadena è stato assegnato. Ora questo nuovo stop in un comparto strategico. Il progetto culturale della vicina Sabbioneta, governata da un giovane sindaco di sinistra, almeno è stato ammesso e ha sfiorato il contributo. Qua, in campagna elettorale, si erano sbandierate certe affinità politiche, tipo quella con chi governa la Regione, come una garanzia per Casalmaggiore. Il risultato è che, nonostante l’amica assessore Cappellini, alla fine non si porta a casa un euro. Viene da chiedersi, a questo punto, se la squadra che governa Casalmaggiore, al di là degli annunci e delle molte conferenze stampa, sia all’altezza della situazione. E così il restyling della biblioteca non si farà o si farà con risorse del Comune che potevano servire ad altro. Per non parlare dell’isolamento politico di Casalmaggiore che non ha un suo rappresentante nel nuovo Consiglio provinciale. E’ incredibile che il nostro sindaco non ci sia, non contiamo davvero più niente».
Francesco Bini
Consigliere Comunale “Casalmaggiore la nostra casa”


leghistacornuto«La città vive ancora una mezza luna di miele con la nuova amministrazione ma più i giorni passano, più ci si rende conto che ciò che si fa, come la rotatoria a Roncadello, è ancora frutto del lavoro della vecchia giunta. Quella nuova nuova si butta su scelte ideologiche, vedi la mensa scolastica, la fiera senza abusivi, le serate sulla sicurezza, tutte questioni magari anche giuste ma affrontate con il cipiglio e con il metodo sbagliato di chi vuole alzare ponti levatoi e chiudere la città in se stessa: quando però si passa alle cose concrete emerge un’inadeguatezza preoccupante».
Mario Daina
Portavoce liste civiche Silla Sindaco


Dichiarazioni rilasciate al quotidiano “La Provincia” in data 09/11/2014

Primo progetto della nuova Amministrazione: prima bocciatura.

imgBando di cofinanziamento regionale per la realizzazione di progetti in materia di sicurezza urbana (decreto 3169/2014 e che metteva a disposizione 3 milioni di euro di fondi sui bilanci del biennio 2014-2015): all’Unione Lombarda dei comuni di Piadena e Drizzona (insieme a Ca’ D’Andrea, Isola Dovarese, Pessina Cremonese, Torre de’ Picenardi, Calvatone e Tornata) va un finanziamento di 97.122,07 euro. Il progetto si è collocato al nono posto della graduatoria. Molto più giù nella classifica il progetto sicurezza presentato dal Comune di Casalmaggiore (insieme a Martignana di Po, Unione Palvareta Nova e Unione Municipia). Il progetto è stato ammesso ma non riceverà neanche un centesimo. Vale a dire che è stato considerato ma non meritevole di ricevere fondi. Insomma bocciato: chiamiamo le cose con il giusto nome. Il progetto si è collocato al trentaquattresimo posto. Di fronte alla pessima figura il Sindaco tira fuori dal cilindro delle timide scuse dando “ovviamente” la colpa alla precedente Amministrazione, pur essendo questo progetto esclusiva farina del sacco di questa Giunta. Chapeau!

DISTRIBUZIONE DELLA ZUCCA DELLA MEMORIA

Aiutiamo il Comune di Casalmaggiore a reperire i fondi per mantenere l’adesione all’Istituto Cervi e quindi a sopperire alla terribile spending review “lacrime e sangue” a causa della quale sono stati tagliati ben € 434,00………

Da più di quarant’anni in prima fila con la ricerca scientifica e la promozione culturale, nel campo della storia delle campagne, delle lotte democratiche e dei valori antifascisti alla base della nostra Repubblica. L’Istituto Alcide Cervi è stato costituito il 24 aprile del 1972 a Reggio Emilia per iniziativa dell’Alleanza Nazionale dei Contadini (oggi Confederazione Italiana Agricoltori), dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, della Provincia di Reggio Emilia, e del Comune di Gattatico. Ha conseguito il riconoscimento di Personalità Giuridica di valenza nazionale dalla Presidenza della Repubblica, con D.P.R. n.533 del 18 luglio 1975. Raccogliendo lo straordinario patrimonio di valori rappresentato dalla figura di Alcide Cervi, insieme alla memoria dei suoi sette figli martiri dell’antifascismo, l’Istituto parte dalla esperienza della campagna emiliana per lavorare con coerenza e impegno per la salvaguardia dei valori alla base della Costituzione Repubblicana. Nel campo della didattica, della ricerca storica e della diffusione della memoria, si pone in primo piano nel rapporto con le istituzioni locali e nazionali, in stretta collaborazione con enti culturali ed accademici a tutto campo.

L’Istituto Alcide Cervi è accreditato dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca) come Ente per la formazione e l’aggiornamento del personale docente delle scuole di ogni ordine e grado sul territorio nazionale con prot. n.° AOODGPER. 6491 con decreto del 03/08/2011. Inoltre con l’Ufficio Scolastico Regionale, a decorrere dal 24-07-2013 prot. n.° MIUR.AOODRER.REGISTRO UFFICIALE(I).0012437, è stato rinnovato il Protollo d’Intesa per gli aa.ss. 2013/2014 e 2014/2015.

L’Istituto Alcide Cervi gestisce il MUSEO CERVI, cuore operativo delle proprie attività, la BIBLIOTECA ARCHIVIO EMILIO SERENI che ospita il patrimonio librario e documentario del grande studioso dell’agricoltura e l’Archivio storico nazionale dei movimenti contadini, e le attività del PARCO AGROAMBIENTALE, un percorso guidato all’aperto sorto sulla terra dei Cervi, che illustra e valorizza le risorse naturali della media pianura padana e il rapporto fra uomo e paesaggio nella trasformazione agricola nelle campagne.

  VISITATE IL SITO DELL’ISTITUTO CERVI20140919092810_00001

Consiglio Comunale del 24/09/2014: interpellanze e mozioni del nostro gruppo

Di seguito diamo informazione circa le interpellanze e mozioni che i nostri gruppi consiliari di riferimento (“Casalmaggiore Insieme le sue frazioni” e “Casalmaggiore la nostra casa verso il 2020″- Francesco Bini, Pierluigi Pasotto e Claudio Silla sottoporranno all’Amministrazione Comunale durante il Consiglio Comunale del 24 settembre 2014.

1) Mozione per richiesta di autoriduzione delle indennità della giunta comunale: “grazie” alla prima mossa della nuova Giunta, si otterrà “un aumento ingente dei ‘costi della politica’ passando da una cifra pro-capite per assessore da Euro 71.134 ad Euro 92.980, per un totale complessivo che passa da Euro 569.072 ad una cifra pari a Euro 650.860 prevista per l’intero mandato di cinque anni, pur avendo di fatto un numero inferiore di assessori. Il gruppo chiede con forza un passo indietro e di conseguenza una riduzione volontaria delle indennità. Ricordiamo che la giunta Silla, per scelta politica, era composta da 6 assessori (anziché 7) più il Sindaco e il Presidente del Consiglio “mentre la giunta attuale per legge non può essere composta da più di 5 assessori più il Sindaco e il Presidente del Consiglio”.

2) Interpellanza sul mancato rinnovo dell’adesione all’Istituto Cervi. “Le uniche misure in tema di spending review proposte dall’amministrazione Bongiovanni riguardano il taglio dell’adesione a cosiddetti enti o associazioni ‘inutili’. Tra questi, per l’ingente somma di Euro 434 all’anno, figura l’Istituto Cervi. Tenuto conto delle numerose iniziative e del percorso formativo portato avanti dall’amministrazione negli anni insieme alle scuole che ha visto progetti e mostre mirate sul tema della resistenza che è e rimane uno dei pilastri fondanti della nostra carta costituzionale, punto di riferimento doveroso di ogni individuo che si riprometta di amministrare la res pubblica, e il costo risibile dell’adesione si chiede si chiede quali siano i veri motivi del recesso dall’adesione all’istituto Cervi. Se siano stati valutati tutti i percorsi intrapresi dall’amministrazione in collaborazione con la scuola. Se questa amministrazione ritiene la Resistenza uno dei pilastri fondanti la nostra costituzione scaturita dall’incontro di diverse anime politiche: Cristiana, Democristiana, Socialista, Liberale, repubblicana che avevano come unico denominatore l’antifascismo. Quali azioni intende intraprendere questa amministrazione in collaborazione con le scuole per supplire al recesso di questa collaborazione. Se questa amministrazione ritiene o mene di aver offerto un messaggio negativo definendo l’istituto Cervi un ente inutile e solamente politico”.

3) Interpellanza sul mancato rinnovo dell’adesione all’associazione R.E.A.D.Y. “Tenuto conto che l’onere a carico dell’amministrazione non sussisteva in quanto adesione gratuita e che l’adesione comportava di fatto a prestare attenzione a buone prassi amministrative condivise su rete nazionale che evitassero discriminazioni di genere nei confronti di soggetti deboli e che negli anni questa adesione, grazie all’attività dell’amministrazione, aveva dato luogo ad iniziative partecipate e significative dal punto sociale dell’integrazione ed equilibrio sociale. Si chiede quali siano i veri motivi del recesso dall’adesione nascoste dietro la cosiddetta “spending review”. Se l’amministrazione ritiene che i destinatari dell’azione di queste buone prassi siano da considerarsi cittadini di serie B, non degni di azioni mirate verso fenomeni dilaganti quali la discriminazione di genere e l’omofobia. Se questa amministrazione ritiene che seguire buone prassi antidiscriminatorie a costo zero per la collettività nell’esercizio dell’azione amministrativa sia un lusso che Casalmaggiore non possa permettersi. Quali azioni intende intraprendere dopo il mancato rinnovo a questo punto per motivi ideologici-politici a questa associazione l’amministrazione nei confronti delle discriminazioni di genere in qualsiasi forma che riguardano una parte dei cittadini”.

4) Interpellanza al Sindaco sul tema SICUREZZA e ABUSIVI in riferimento allo stillicidio di furti ed alla serie di atti di violenza che si sono perpetrati negli ultimi mesi a Casalmaggiore, nonostante in campagna elettorale l’attuale sindaco avesse promesso una svolta per la sicurezza rimarcando gli scarsi risultati ottenuti dalla precedente amministrazione. Chiediamo lumi sulla Consulta su Legalità e Sicurezza Urbana: da chi è composta? Hanno mai emanato progetti e quali? Se sì perchè non stanno funzionando? Perchè non sia stata creata una commissione consiliare invece di una consulta esterna? Si intende istituire un fondo per le vittime di furti e microcriminalità o un’assicurazione a carico del Comune per aiutare i privati colpiti? In merito alla situazione degli abusivi, in riferimento all’intervento dello stesso sindaco nei confronti di alcuni ambulanti nel corso dei Giovedì d’Estate chiediamo se agli atti esiste un controllo effettuato sia da carabinieri che polizia municipale, in presenza del sindaco, che diede esito negativo essendo il commerciante in possesso di tutta la documentazione.

IL NUOVO CLIMA CHE SI RESPIRA A CASALMAGGIORE

Stamani abbiamo trovato questo “simpatico” foglietto attaccato alla targa della sede del nostro circolo. Legione Lupi Neri. Uno scherzetto di pessimo gusto o intimidazione non lo sappiamo, sicuramente è stato fatto con cura, attaccato con del grosso nastro adesivo. Questo è il clima di sicurezza che si percepisce in città dopo le elezioni. Questa è la bella atmosfera che si respira da quando Casalmaggiore si è risvegliata leghista e di destra. C’è da esserne proprio orgogliosi di questo risultato “storico”…

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Della spending review…

Sono trascorsi alcuni giorni da quando, con molta enfasi, è stata annunciata dalla stampa locale la decisione di Sindaco e Giunta di togliere l’adesione del Comune di Casalmaggiore, tra gli altri, all’Istituto Cervi, adducendo come motivazioni di facciata la tanto decantata spending review e “bollando” queste Istituzioni come Enti inutili.
 
Che l’ignoranza storica e l’insensibilità sociale che caratterizza i nostri nuovi Amministratori venisse prima o poi a galla era assolutamente scontato: sarebbe comunque bastato aspettare qualche tempo per vederla emergere in tutto il suo “splendore”.
Ma che ciò avvenga nell’assoluto silenzio di esponenti politici locali come quelli facenti orgogliosamente parte del Listone (e presenti in Consiglio Comunale nelle file della Minoranza) e dei loro amici che dall’esterno li hanno appoggiati nelle recenti elezioni comunali (diventando tra l’altro determinanti nella sconfitta del centro-sinistra) è qualcosa di davvero triste e scandaloso.
 
Ma non erano gli stessi che, nelle recenti elezioni regionali, a fianco di PD e di altre forze di sinistra, avevano sostenuto il Candidato Ambrosoli contro il Candidato Maroni, espressione di Lega, Forza Italia e di tutta la Destra? Forse, oltre all’area politica, sono cambiati anche gli Ideali di riferimento di questi nostri amici?
 
Forse anche loro si sono convinti che è ora di finirla di insegnare ai nostri ragazzi che la memoria storica è importante per avere una precisa identità comunitaria e per tenere a mente quanto sia facile cadere in tempi bui e quanto doloroso riconquistare la pace?
 
Forse anche loro aspettano che finalmente se ne vadano dalla nostra Comunità cittadina tutti coloro che hanno vissuto, condiviso e testimoniato i Valori della Resistenza e della Libertà conquistata con enormi sacrifici, anche col sangue, come dimostrano i nostri Martiri della Resistenza?
 
Ci auguriamo davvero che non sia così.
 
Ma allora facciano sentire alta anche la loro voce perché è intollerabile che la nostra Comunità cittadina venga così impunemente ferita ed oltraggiata nei suoi Valori e negli Ideali da sempre professati e sostenuti con convinzione.
 
Il coordinamento del Circolo PD di Casalmaggiore

COMINCIAMO BENE

Parte il nuovo gioco dell’estate…. TROVA LE DIFFERENZE:

11 Aprile 2014 “Smentisco categoricamente le voci di un suo ingresso in lista come eventuale vicesindaco. Leoni darà una mano, forse sarà disponibile per fare da consigliere, ma non coprirà la carica di vicesindaco”

http://www.oglioponews.it/2014/04/11/bongiovanni-tra-squadra-e-quartier-generale-leoni-non-sara-vicesindaco/

19 Giugno 2014 “Dieci anni da sindaco di Gussola, cinque da assessore provinciale impegnato nella gestione del territorio, ne fanno la miglior professionalità della zona. Un cavallo di razza, la persona più adatta per una città che non si chiude in se stessa, ma guarda a un’area più vasta”.

http://www.ogliopo.laprovinciacr.it/news/ogliopo/92008/Pronta-la-nuova-giunta.html

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Luca Burgazzi e Vittore Soldo entrano nella Segreteria Regionale del PD

Luca_Burgazzi Vittore_SoldoOggi si è tenuta la prima direzione regionale del PD lombardo guidato dal Segretario Alessandro Alfieri. Tra i punti discussi e approvati, la composizione della segreteria regionale, che è formata in tutto da 8 membri, due dei quali esponenti del PD cremonese: Vittore Soldo e Luca Burgazzi. “L’ingresso di Soldo e Burgazzi – dichiara il segretario provinciale Matteo Piloni – è motivo di soddisfazione per la federazione di Cremona che viene così premiata del buon lavoro di questi primi mesi. Entrambi fanno parte della segreteria provinciale del PD di Cremona e, insieme a loro, rafforziamo la nostra presenza a livello regionale con l’obiettivo di dare un contributo concreto al rafforzamento del PD Lombardo.” Oltre a Soldo e Burgazzi, la componente cremonese del PD Lombardo è costituita dal segretario provinciale Matteo Piloni, dai parlamentari Cinzia Fontana e Luciano Pizzetti, dal consigliere regionale Agostino Alloni, da Alessia Manfredini nella direzione regionale, e da Titta Magnoli, confermato tesoriere regionale.

E’ una questione di civiltà

Stop alle dimissioni in bianco, nonostante M5S. Il testo unificato votato alla Camera vuole contrastare culturalmente questa pratica ripristinando una scelta di rispetto e di legalità nel mondo del lavoro

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Tra il 2009 e il 2010 quasi 37000 donne hanno deciso di abbandonare il lavoro alla nascita del proprio figlio, ufficialmente per carenze dei servizi dell’infanzia o per il loro costo elevato. Ma è anche a causa di una legislazione ‘ricattatoria’ se molte lavoratrici e lavoratori sono costretti, all’atto dell’assunzione, a firmare quelle che vengono definite ‘dimissioni in bianco’”. Lo ha dichiara il capogruppo del PD alla Camera Roberto Speranza, dopo il voto in prima lettura alla Camera sulla modifica della legge che riguarda le cosiddette ‘dimissioni in bianco’. “La Camera ha approvato una proposta di legge, presentata dal gruppo del PD e sostenuta anche da altri gruppi, che scongiura questa prassi discriminatoria e anacronistica. La legge approvata è priva di costi, non comporta alcun onere amministrativo per le imprese, elimina la possibilità del ricatto nei confronti dei lavoratori e aiuta le imprese più sane. Abbiamo fatto un altro, piccolo ma significativo passo, verso una legislazione più giusta, meno discriminatoria e più moderna per tutti i lavoratori italiani”. “L’approvazione oggi alla Camera della norma contro le cosiddette dimissioni in bianco, è una notizia davvero importante!”. Così Valeria Fedeli Vice Presidente del Senato. “Si tratta di una pratica illegale e ricattatoria, un fenomeno inaccettabile perché sfrutta una posizione di debolezza del lavoratore o della lavoratrice rispetto al datore di lavoro e colpisce in particolare le donne al rientro dalla maternità costringendoli alla sottoscrizione di una lettera di dimissioni al momento dell’assunzione, e quindi in un momento di debolezza, ai fini di un suo successivo utilizzo. Il testo unificato votato oggi vuole contrastare culturalmente questa pratica ripristinando una scelta di rispetto e di legalità nel mondo del lavoro lo dichiara”. “Le donne, in quanto possibili madri, vengono discriminate anziché sostenere il valore della maternità qui vista come un ostacolo all’occupabilità. Esse vengono sottoposte a un ricatto che condiziona e configura le modalità di relazione con il datore di lavoro limitandone la libertà. Purtroppo negli ultimi anni le dimensioni di questo fenomeno si sono ampliate: l’ISTAT, nel 2010, ci parla di circa 800 mila donne in maternità che si sono dimesse per pressioni del datore di lavoro. Grazie al nuovo testo le dimissioni d’ora in poi dovranno essere scritte non su carta bianca, ma su un modulo reso disponibile gratuitamente dalle direzioni territoriali del lavoro, dagli uffici comunali e dai centri per l’impiego” prosegue Fedeli “e che non si può contraffare perché ha una numerazione progressiva – peraltro con semplificazione burocratica per le imprese perché prevede esplicitamente che sia il lavoratore o la lavoratrice a farsi carico del modulo. Questa legge deve essere sostenuta e approvata definitivamente al Senato, su questo ci sarà l’impegno delle Senatrici e dei Senatori convinti della necessità di contrastare una pratica lesiva della libertà, dignità e diritti di lavoratrici e lavoratori”.