COMINCIAMO BENE

Parte il nuovo gioco dell’estate…. TROVA LE DIFFERENZE:

11 Aprile 2014 “Smentisco categoricamente le voci di un suo ingresso in lista come eventuale vicesindaco. Leoni darà una mano, forse sarà disponibile per fare da consigliere, ma non coprirà la carica di vicesindaco”

http://www.oglioponews.it/2014/04/11/bongiovanni-tra-squadra-e-quartier-generale-leoni-non-sara-vicesindaco/

19 Giugno 2014 “Dieci anni da sindaco di Gussola, cinque da assessore provinciale impegnato nella gestione del territorio, ne fanno la miglior professionalità della zona. Un cavallo di razza, la persona più adatta per una città che non si chiude in se stessa, ma guarda a un’area più vasta”.

http://www.ogliopo.laprovinciacr.it/news/ogliopo/92008/Pronta-la-nuova-giunta.html

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Luca Burgazzi e Vittore Soldo entrano nella Segreteria Regionale del PD

Luca_Burgazzi Vittore_SoldoOggi si è tenuta la prima direzione regionale del PD lombardo guidato dal Segretario Alessandro Alfieri. Tra i punti discussi e approvati, la composizione della segreteria regionale, che è formata in tutto da 8 membri, due dei quali esponenti del PD cremonese: Vittore Soldo e Luca Burgazzi. “L’ingresso di Soldo e Burgazzi – dichiara il segretario provinciale Matteo Piloni – è motivo di soddisfazione per la federazione di Cremona che viene così premiata del buon lavoro di questi primi mesi. Entrambi fanno parte della segreteria provinciale del PD di Cremona e, insieme a loro, rafforziamo la nostra presenza a livello regionale con l’obiettivo di dare un contributo concreto al rafforzamento del PD Lombardo.” Oltre a Soldo e Burgazzi, la componente cremonese del PD Lombardo è costituita dal segretario provinciale Matteo Piloni, dai parlamentari Cinzia Fontana e Luciano Pizzetti, dal consigliere regionale Agostino Alloni, da Alessia Manfredini nella direzione regionale, e da Titta Magnoli, confermato tesoriere regionale.

E’ una questione di civiltà

Stop alle dimissioni in bianco, nonostante M5S. Il testo unificato votato alla Camera vuole contrastare culturalmente questa pratica ripristinando una scelta di rispetto e di legalità nel mondo del lavoro

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Tra il 2009 e il 2010 quasi 37000 donne hanno deciso di abbandonare il lavoro alla nascita del proprio figlio, ufficialmente per carenze dei servizi dell’infanzia o per il loro costo elevato. Ma è anche a causa di una legislazione ‘ricattatoria’ se molte lavoratrici e lavoratori sono costretti, all’atto dell’assunzione, a firmare quelle che vengono definite ‘dimissioni in bianco’”. Lo ha dichiara il capogruppo del PD alla Camera Roberto Speranza, dopo il voto in prima lettura alla Camera sulla modifica della legge che riguarda le cosiddette ‘dimissioni in bianco’. “La Camera ha approvato una proposta di legge, presentata dal gruppo del PD e sostenuta anche da altri gruppi, che scongiura questa prassi discriminatoria e anacronistica. La legge approvata è priva di costi, non comporta alcun onere amministrativo per le imprese, elimina la possibilità del ricatto nei confronti dei lavoratori e aiuta le imprese più sane. Abbiamo fatto un altro, piccolo ma significativo passo, verso una legislazione più giusta, meno discriminatoria e più moderna per tutti i lavoratori italiani”. “L’approvazione oggi alla Camera della norma contro le cosiddette dimissioni in bianco, è una notizia davvero importante!”. Così Valeria Fedeli Vice Presidente del Senato. “Si tratta di una pratica illegale e ricattatoria, un fenomeno inaccettabile perché sfrutta una posizione di debolezza del lavoratore o della lavoratrice rispetto al datore di lavoro e colpisce in particolare le donne al rientro dalla maternità costringendoli alla sottoscrizione di una lettera di dimissioni al momento dell’assunzione, e quindi in un momento di debolezza, ai fini di un suo successivo utilizzo. Il testo unificato votato oggi vuole contrastare culturalmente questa pratica ripristinando una scelta di rispetto e di legalità nel mondo del lavoro lo dichiara”. “Le donne, in quanto possibili madri, vengono discriminate anziché sostenere il valore della maternità qui vista come un ostacolo all’occupabilità. Esse vengono sottoposte a un ricatto che condiziona e configura le modalità di relazione con il datore di lavoro limitandone la libertà. Purtroppo negli ultimi anni le dimensioni di questo fenomeno si sono ampliate: l’ISTAT, nel 2010, ci parla di circa 800 mila donne in maternità che si sono dimesse per pressioni del datore di lavoro. Grazie al nuovo testo le dimissioni d’ora in poi dovranno essere scritte non su carta bianca, ma su un modulo reso disponibile gratuitamente dalle direzioni territoriali del lavoro, dagli uffici comunali e dai centri per l’impiego” prosegue Fedeli “e che non si può contraffare perché ha una numerazione progressiva – peraltro con semplificazione burocratica per le imprese perché prevede esplicitamente che sia il lavoratore o la lavoratrice a farsi carico del modulo. Questa legge deve essere sostenuta e approvata definitivamente al Senato, su questo ci sarà l’impegno delle Senatrici e dei Senatori convinti della necessità di contrastare una pratica lesiva della libertà, dignità e diritti di lavoratrici e lavoratori”.

M5S e le Province, cambiare tutto per non cambiare nulla

Dopo aver incontrato il mondo della scuola a Scalea, il premier Matteo Renzi si è intrattenuto con gli amministratori calabresi, con i quali ha sottolineato l’emergenza di ricucire il rapporto tra politica e cittadini. “Il superamento delle province, per come le conosciamo adesso, costituisce un elemento per recuperare un rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione, a condizione che venga meno ogni tipo di indennità. Siamo a un livello tale – ha aggiunto – che bisogna intervenire dando un segnale chiaro, forte e netto. Tremila posti in meno ai politici è la premessa per tornare a dare speranza e fiducia ai cittadini”.

“Il M5S sulle Province si ispira al Gattopardo: cambiare tutto per non cambiare nulla. Grillo sa benissimo che l’unica strada percorribile è quella del disegno di legge Delrio e naturalmente voterà contro per lasciare tutto come è”. Lo ha affermato il senatore del Pd, Mario Morgoni, a proposito della pregiudiziale di costituzionalità presentata dal M5S contro il ddl Delrio sull’abolizione delle province, approdato nell’Aula di Palazzo Madama dopo il via libera da parte della commissione Affari costituzionali. Il disegno di legge Delrio, se approvato in tempo e dunque in tempi ristretti, consentirà di non andare al voto per il rinnovo delle province nell’election day del 25 maggio, e dunque un risparmio immediato per le casse dello Stato. La richiesta del movimento grillino è stata respinta con 115 no e 112 sì. “Il governo Renzi mantiene i patti – ha aggiunto Morgoni – e procede verso un cambiamento radicale delle istituzioni. Naturalmente tutti i conservatori, dalla Lega a Beppe Grillo, sono in allarme, perché questa volta si cambia per davvero”. Il senatore democratico Andrea Marcucci ha scritto su twitter: “A futura memoria, il M5S è contro l’euro ma a favore del Senato elettivo e delle Province”.

Orgogliosamente europei. Orgogliosamente italiani

“Noi siamo per l’Europa e nell’essere orgogliosamente europei siamo orgogliosamente italiani”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi, nel corso della conferenza stampa a Bruxelles al termine del Consiglio Ue.

Posizione dell’Italia in Europa. “Noi non siamo in competizione con l’Europa, non abbiamo un atteggiamento di sudditanza o subalternità culturale, siamo parte dell’Europa. A me ha colpito una cosa, noi spendiamo di più per gli interessi sul debito che non per l’educazione e università. Come se una famiglia spendesse più per i debiti che per mandare a scuola i figli e questo ha radici storiche, ma la politica vince se riusciremo ad invertire lo schema. L’Italia non è un Paese che viene in Europa a fare la cicala che scialacqua, noi siamo contribuenti attivi. Diamo più di quel che riceviamo. Abbiamo dato. L’Italia in questi anni ha dato tanto e continuerà a dare. Ma l’Europa deve dare un contributo alla discussione politica”.

Semestre europeo. “Il semestre che noi immaginiamo, vede l’Europa sulle frontiere di innovazione, agenda digitale, climate change, che affronti questioni vere a partire dalla lotta alla disoccupazione. Un’Europa che si occupi di vincoli astratti e lontani da gente è un’Europa che sbaglia e che non si rende conto che c’è un’intera generazione che stiamo perdendo”.

Elezioni europee. Renzi ha annunciato che “non è intenzione del PD inserire il nome del segretario nel simbolo”.

Spending review. “Sulla revisione della spesa, Carlo Cottarelli sta lavorando bene – ha detto Renzi – ma su alcuni punti ho dei dubbi. Nello specifico se immaginiamo un intervento a pioggia sulle pensioni io sono contrario. Diverso, per le pensioni di 200 000 Euro, magari con il retributivo, posso capire. Insomma la spending review non si fa chiedendo un contributo a chi prende 2000 euro di pensione. Gli 80 euro che diamo ai lavoratori non andiamo a prenderli né dai pensionati né dagli invalidi. Inizino a pagare quelli che non hanno mai pagato, e tornino a riscuotere i cittadini che in questi anni hanno pagato la crisi per colpa di una politica che è stata lontana dai cuori”.

Fiscal compact. “Il fiscal compact è un impegno che il nostro Paese ha preso e che, come tutte le regole che ci siamo dati, confermiamo con tutti i paletti che sono stati messi in questa operazione.

Intervento sullo stipendio dei dirigenti pubblici. “Confermo l’intervento sullo stipendio dei dirigenti pubblici”, ha detto Renzi replicando all’amministratore delegato delle Fs, Mauro Moretti, che aveva paventato un esodo dei manager pubblici in caso di taglio agli stipendi. “Quando Moretti vedrà la ‘ratio’ dell’intervento – ha aggiunto – sarà d’accordo con me. Affronteremo con saggezza e intelligenza la questione”.

Tagli agli sprechi. “Voglio tagliare le auto blu e voglio tagliare quelle istituzioni che sono un pedaggio per gli italiani e noi le andremo a smantellare. In alcuni settori si può fare di più di quello che dice il commissario Cottarelli, a cominciare dai “centri d’acquisto”.

Riforme. Il premier ha concluso la conferenza stampa ribadendo un concetto già evidenziato durante il Consiglio UE: “Se rimettiamo a posto i conti pubblici non lo facciamo perchè lo chiede Angela Merkel, lo facciamo perchè lo chiedonbo i nostri figli. Io non ho obblighi nei confronti dei partner europei, io ho obblighi innanzitutto di fronte ai nostri figli. Le riforme annunciate noi le vogliamo fare entro il 1 luglio. Ci vediamo il 2 luglio, siamo a Srasburgo, e vedrete se le riforme le abbiamo fatte. Giudicherete voi”.

L’Italia dà all’UE più di quanto riceve

“Il Consiglio europeo avrebbe dovuto essere rivolto ai temi della competitività, della crescita e dell’occupazione, dico avrebbe dovuto, perché le vicende di crisi in Ucraina sicuramente saranno protagoniste”. Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi, nel corso di un’informativa nell’Aula della Camera sul Consiglio europeo di Bruxelles del 20 e 21 marzo. Sulla situazione in Ucraina, Renzi è convinto sulla necessità di “tenere aperto un dialogo, proprio mentre giudichiamo illegittimo il referendum, auspicando una soluzione che “non può prescindere dal ruolo della Russia”. Nel suo intervento ha ricordato con commozione Don Peppe Diana: “Oggi 19 marzo rivolgo un pensiero a don Peppe Diana. Un pensiero a chi allora fu ucciso in maniera atroce e che comunque non ci esime dal prendere atto che si continua a morire di criminalità, anche a tre anni, come è successo a Taranto”. E definendo l’Europa che appare, Renzi ha citato la frase dell’ex presidente del Brasile Lula, incontrato nei giorni scorsi: ‘Non ho mai visto l’Europa e gli Stati europei così rassegnati, pessimisti e stanchi’. Quello con Lula è stato un incontro particolarmente importante – ha ricordato – perchè, credo, ciascuno di noi ha punti di riferimento e per me lo è chi porta 30 milioni di persone fuori dalla povertà”. Il premier ha poi ribadito che “chi rappresenta un Paese dentro il Consiglio europeo deve comprendere che l’Europa vive una fase di difficoltà e per questo c’è il rischio forte di un’affermazione di partiti populisti e anti-europeisti alle prossime elezioni. Bisogna lottare per evitare che l’Europa sia espressione solo di tecnocrazia e burocrazia – ha ribadito ancora – occorre ritrovare lo sguardo alto e ideale che c’era nel sogno dei padri e Paesi fondatori, tra cui anche l’Italia”. Renzi nel suo intervento ha citato una frase di un discorso di 19 anni fa di Alex Langer: “Stiamo costruendo un’Europa dove si smistano persone e merci ma si svuotano di identità le città e le regioni, per affermare la necessità di un cambiamento di verso in Europa”. Ed ha aggiunto: “Il rischio di una deriva tecnocratica è un rischio che non avverte solo questo governo ma che è dentro l’animo di chi da anni si batte per un’Unione europea degna di questo nome. Oggi dobbiamo dare una risposta, perchè nei prossimi 8 mesi non solo ci saranno le elezioni, ma avremo anche il semestre europeo, a cui Letta, che saluto e ringrazio, ha dato importanza e stimolo. Nel passaggio che ci aspetta – ha detto Renzi – dobbiamo aver chiaro che la cornice internazionale in cui ci muoviamo è quella di un’Europa che torni al suo ruolo di guida. Per quanto ci riguarda – ha aggiunto – il tema della competitività sarà inserito nel progetto di rinascimento industriale che punti su: clima, energia, competitività, occupazione, inseriti in un quadro unitario. E’ la prima volta che accade. Per l’Italia, l’evento su cui puntare, sarà Expo 2015“. Il premier ha concluso l’informativa: “L’Italia per essere un soggetto credibile in Europa deve cambiare se stessa. Come possiamo chiedere di cambiare le regole del gioco sull’occupazione giovanile se noi abbiamo dei numeri che gridano vendetta? Come possiamo chiedere un’altra Europa, se da 30 anni la discussione sul bicameralismo è sempre la stessa, se la legge elettorale non garantisce stabilità e se tutti noi continuiamo, nelle campagne elettorali, a dire che c’è un problema della Pubblica amministrazione, senza affrontarla”. Ed in fine ha annunciato: “Abbiamo convenuto con Merkel e Hollande di organizzare a luglio in Italia un importante appuntamento sull’agenda digitale in tutti e 28 i Paesi del’Unione europea”.

AMBIENTE, TERRITORIO, URBANISTICA E MOBILITA’: Incontro pubblico

La settimana prossima il gruppo “Ambiente, territorio, urbanistica e mobilità“, il cui il coordinatore sarà il dott. Paolo Segalla, inizierà i lavori su questa parte di programma elettorale. L’incontro è aperto a tutti i cittadini che sono interessati a partecipare e condividere idee e proposte. Appuntamento quindi per Lunedì 3 febbraio alle 21, nella sede del nostro circolo in via Cavour 73.Ogni suggerimento (anche tramite email a pdcasalmaggiore@gmail.com) se siete impossibilitati a presenziare) è ben accetto e sarà condiviso e discusso. Buon lavoro a tutti!

Elezioni a Casalmaggiore: incontro aperto sul programma

Cari amici, ormai è iniziato il percorso politico che ci porterà alle elezioni amministrative di Casalmaggiore. Questa sera ci troveremo alle 21 nella sede del circolo di via Cavour 73 per definire i temi principali e i gruppi di lavoro per la stesura del programma elettorale in vista delle prossime amministrative. Trattandosi di un tema aperto per il quale, come di consueto, vogliamo coinvolgere il più ampio numero di soggetti (dai cittadini alle attività commerciali ed economiche, organizzazioni ed associazioni) l’invito a partecipare è rivolto a chiunque abbia proposte o idee da condividere. Vi aspettiamo!

RISULTATI DEFINITIVI ELEZIONE SEGRETARIO NAZIONALE PD – CIRCOLO DI CASALMAGGIORE

Seggio Casalmaggiore centro: 481 votanti

  • Renzi 349
  • Civati 71
  • Cuperlo 61

Seggio Vicobellignano: 91 votanti

  • Renzi 63
  • Cuperlo 14
  • Civati 14

Seggio Casalbellotto: 70 votanti

  • Renzi 44
  • Civati 13
  • Cuperlo 12
  • scheda bianca 1

TOTALE 642 voti validi:

Matteo Renzi 456 voti, Giuseppe Civati 98 voti, Gianni Cuperlo 87 voti;

Schede bianche 1, schede nulle 0, schede contestate 0.

Convenzione provinciale Pd. Scelta dei delegati per la convezione nazionale

Ieri si è tenuta la convenzione provinciale del Partito Democratico, con il compito di ratificare i risultati emersi dai congressi dei circolo e votare la proposta di lista dei delegati che parteciperanno alla convenzione nazionale di domenica 24 novembre che, per la provincia di Cremona, sono cinque. Per quanto riguarda i risultati, ricordiamo che i votanti sono stati 941 su 1860 aventi diritto, pari al 50,50%. Cuperlo ha ottenuto 426 voti pari al 45,91%, Renzi 370 voti pari al 39,87%, Civati 125 voti pari al 13,37% e Pittella 7 voti pari allo 0,75%. Pertanto i delegati alla convenzione nazionale sono stati ripartiti nel seguente modo: 2 per la mozione Cuperlo, 2 per la mozione Renzi e 1 per la mozione Civati. I delegati, votati all’unanimità, sono Roberto Galletti e Teresa Caso per la mozione Cuperlo, Francesca Pontiggia e Gianluca Savoldi per la mozione Renzi e Vittore Soldo per la mozione Civati. La convenzione provinciale è stata molto partecipata. Oltre ai 120 delegati erano presenti anche altri iscritti, portando la partecipazione a circa 170 presenti. La serata, introdotta dal segretario provinciale Matteo Piloni con una breve relazione sia sui dati dei congressi, ma soprattutto sul contesto nazionale e sugli appuntamenti locali, a partire dalle amministrative del prossimo anno, è proseguita con l’intervento dei 3 referenti dei comitati provinciali, lasciando poi lo spazio al dibattito. Ora l’appuntamento è con le primarie dell’8 dicembre, per le quali la macchina organizzativa è già al lavoro con l’obiettivo di conferma i 100 seggi organizzati lo scorso anno.